BATTERIE - MODALITÀ DI TRATTAMENTO DEGLI ACCUMULATORI AL PIOMBO ESAUSTI

Gli accumulatori al piombo, utilizzati in ambito industriale e per autoveicoli, al termine del proprio ciclo di vita saranno destinati a subire operazioni di trattamento in modo che si possa recuperare e riciclare quasi integralmente i materiali di cui gli stessi sono costituiti. Il Consorzio Sistema Nazionale Batterie – Consorzio Sinab, grazie alla presenza di partners qualificati dotati di impianti all'avanguardia nel trattamento degli accumulatori al piombo, è in grado di recuperare gran parte delle componenti riciclabili di un accumulatore esausto.

Un accumulatore al piombo-acido nuovo è mediamente costituito da piombo, da acido (soluzione acquosa di acido solforico) e da materiale plastico; il peso medio di un accumulatore nuovo per veicoli è di 14 chilogrammi.
Al termine del proprio ciclo di vita, un accumulatore esausto si potrà considerare costituito da:

  1. involucro esterno in plastica leggera (polipropilene);
  2. parti in plastica pesante (polietilene, PVC);
  3. elettrolita (soluzione acquosa di acido solforico);
  4. reti e poli di piombo (griglie, piombo metallico);
  5. pastello (ossido, biossido e solfato di piombo).

fotoBatterieUn ruolo significativo nell'ambito dell'accumulatore esausto è assunto dal cosiddetto pastello costituito propriamente da sali e ossidi di piombo; tali sostanze derivano dal processo di ossido-riduzione del piombo che si innesca una volta che la batteria nuova viene utilizzata nonché dalla riduzione della concentrazione e della quantità di soluzione acida presente nell'accumulatore.

L'accumulatore, una volta che avrà esaurito le proprie capacità di impiego, sarà trasportato dal produttore presso le piazzole ecologiche comunali o presso i rivenditori dotati di cassonetti di raccolta oppure sarà ritirato da ditte autorizzate presso i produttori non domestici; una volta accorpate le diverse partite di rifiuto, queste saranno indirizzate verso ditte specializzate che, dal trattamento del prodotto esausto, sono in grado di trarre diversi materiali che potranno essere reintrodotti nei cicli produttivi primari quali:

  1. fonderia per piombo;
  2. impianti di macinazione per la plastica;
  3. aziende del settore chimico per l'acido solforico.

L'impianto di trattamento, finalizzato al recupero delle diverse componenti degli accumulatori al piombo, è solitamente costituito dalle seguenti fasi industriali:

  1. stoccaggio e movimentazione accumulatori esausti;
  2. macinazione degli accumulatori esausti in mulino;
  3. lavaggio e separazione del materiale proveniente da triturazione;
  4. raccolta e smaltimento dei materiali.
fotoBatteriefotoBatterie


Tutto il processo di trattamento degli accumulatori al piombo comporterà una serie di emissioni in atmosfera che saranno opportunamente monitorate e presidiate da impianti di abbattimento degli inquinanti. Il medesimo processo produttivo genererà una serie di prodotti di scarto che non potranno essere riciclati in particolare:

  1. l'elettrolita, oltre ad essere ceduto a società chimiche, potrà essere neutralizzato e reimpiegato come acqua tecnologica per il lavaggio degli accumulatori;
  2. alcune componenti sintetiche più pesanti, quali gomme dure, dovranno essere smaltite in discarica come rifiuti pericolosi;
  3. dal processo pirometallurgico dei prodotti a base di piombo si generano scorie metallurgiche (ossidi e solfuri di ferro) che andranno smaltite, previa macinazione, in discarica come rifiuti pericolosi;
  4. dal trattamento dei fumi e delle emissioni industriali si genereranno residui solidi da smaltirsi in discarica come rifiuti pericolosi.

Scopri tutti i PUNTI DI RACCOLTA

Consulta la sezione dei Punti di raccolta per conoscere quello più vicino a te.

CONSORZIO SINAB
Via Mazzini, 101
20037 Paderno Dugnano (Mi)

T +39 02.48731583
F +39 02.40043417

@: info@sinab.eu

© 2009 CONSORZIO SINAB - P.IVA/C.F./R.I. MI 06770340963 Credits